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Laboratorio di Scienze dell'Antichità

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PRIN 2009-2011

Coordinatore Nazionale

Carmine Ampolo, Scuola Normale Superiore

Tematica

Dinamiche culturali ed etniche in Magna Grecia e Sicilia da età arcaica ad età romana

Responsabile U.R. locale

Carmine Ampolo, Scuola Normale Superiore

Progetto U.R. locale

Dinamiche culturali ed etniche nella Sicilia antica (VIII a.C. - I d.C.)

 

Al Progetto partecipano anche le seguenti U.R.:

U.R. 2

Maria Cecilia Parra, Università di Pisa

“Momenti” di trasformazione insediativa, monumentale, culturale in siti della Sicilia e della Magna Grecia (Kaulonia, Segesta, Entella)

U.R. 3

Teresa Alfieri, Università di Milano

Dinamiche culturali ed etniche nella Sicilia Orientale dall'età classica all'epoca ellenistica

U.R. 4

Maurizio Paoletti, Università della Calabria

Comunità indigene e poleis dall'età coloniale all'età brettia: Medma, Hipponion e Sibari

Personale della U.R. locale

A. Corretti

D. Erdas

M.I. Gulletta

A. Magnetto

A. Russo

Personale di altri Enti ed altre Università

F. Spatafora, Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali per la provincia di Palermo  

Assegnisti, borsisti, contrattisti, dottorandi

A. Abate,  Perfezionanda SNS

F. Battisoni, Borsista Post Doc - SNS

O.S. Cannistraci, Perfezionanda SNS

B. Lietz,  Perfezionanda SNS

R. Olivito,  Perfezionando SNS

Prodotti

U.R. 1
Sono state indagate in modo sistematico le variazioni storiche e culturali presenti nella Sicilia occidentale antica sul lungo periodo. Di particolare interesse è risultato lo sviluppo in quest'area per la compresenza di elementi etnici e culturali diversi (popolazioni locali, Elimi e Sicani; Fenici e Punici; Greci di varia provenienza; italici arrivati in momenti diversi e infine Romani) con una dinamica che nel corso dei secoli ha portato a definire un quadro in apparenza più omogeneo e di tipi ellenico che si manifesta in centri urbani importanti come Se gesta e Lilibeo e centri sacrali come Erice; in realtà sotto questa superficie ellenizzata compaiono ancora realtà diverse. Nel caso di Se gesta, al cui studio sono state dedicate molte energie e parte notevole del lavoro della UR, alla 'ellenizzazione' monumentale del V secolo, pochissimo documentata sul piano epigrafico, è seguita una nuova e più intensa ondata di omologazione culturale in età ellenistica e romana che si è manifestata con chiarezza e monumentalità nell'agorà, sia attraverso le iscrizioni greche che i dati archeologici (La grande stoà Nord mostra bene caratteri definibili come 'gigantismo' e 'teatralità). Notevole il fatto che lavori così monumentali sono stati realizzati non con il sostegno finanziario di sovrani ellenistici ma con il contributo di una élite di magistrati e sacerdoti che hanno realizzato o garantito la creazione nel corso del II secolo a.C. di una città 'moderna' che rispondeva in pieno ai dettami dell'urbanistica dell' ellenismo maturo, con disposizione su terrazze scenografiche.
In età romana repubblicana, la piazza pubblica viene modificata e creato uno spazio subito all'esterno destinato a macellum con una tholos e una piazza triangolare. Notevole il fatto che questa ultima sia stata realizzata da Onasus e Sopolis, da mettere in rapporto con la famiglia dello Onasus ben noto da Cicerone e proprietario produttore di laterizi nella zona di Partinico. Notevole l'apporto nuovo sia per quel che riguarda l’Elimo sia in particolare per quel che riguarda l'uso del greco e poi del latino; quest'ultimo si afferma a livello ufficiale al posto del greco nel corso del I sec. a.C. ma l'uso del greco è ben attestato anche successivamente in documentazione non ufficiale (graffito di età augustea su ceramica aretina).
Le novità rilevanti sul piano storico-epigrafico e su quello architettonico-urbanistico sono state studiate e presentate in colloqui internazionali sia in Italia che all'estero (Atene, Londra, Parigi oltre che Pisa e Roma) dal responsabile e da collaboratori dell'unità stessa. Ci si è potuti giovare anche della stretta collaborazione di una grande conoscitrice della archeologia siciliana (dr.ssa F. Spatafora). Notevoli risultati sul piano non solo tecnologico si sono avute con le ricostruzioni in 3 D, in comune con la U.R. 2 e con altro Laboratorio della SNS.

U.R. 2
L’U.R. 2 si è impegnata, per Kaulonia, nell’analisi delle trasformazioni monumentali e ideologico-religiose del santuario di Punta Stilo in età arcaica e classica anche attraverso la definizione dei rapporti tra Kaulonia e le poleis vicine (Locri e Crotone) e la Sicilia, con particolare riferimento agli aspetti architettonici e di produzioni artistico-artigianali. La ricerca ha inteso inoltre definire meglio le ricadute ideologiche e religiose del passaggio dalla fase greca alla fase brettia, con analisi specificatamente dedicata al territorio, nel suo rapporto con la città. Per Segesta, l’obiettivo primario è stato quello di chiarire le modalità con cui l'agorà greco-ellenistica adottò nuove forme e funzioni in parallelo con trasformazioni politiche, economiche e giuridiche della citta (così il significato della costruzione delle mura che cingono il colle dell'agorà/foro, solo difensive, ma quasi elementi iconici della nuova città; così la viabilità interna ed il suo rapporto con i contesti monumentali). La ricerca ha mirato anche a chiarire le caratteristiche tipologiche dell'abitato tardoantico nel suo rapporto con la città antica. Per Entella sono stati esaminati dati nuovi, riallineandoli con i vecchi, per avere una visione integrale del complesso monumentale che scandiva ad E l'area dell’agorà. Allo scopo, sono state individuate come problematiche fondamentali: l'analisi di forme, tempi e limiti dell'ellenizzazione dell'elemento indigeno presenti nell'architettura e nella cultura materiale del santuario tardoarcaico; le forme di continuità e le modifiche funzionali del complesso, percepibile dalle trasformazioni protoellenistiche, nel quadro delle trasformazioni etnico-culturali della comunità entellina marcate anche dalla presenza campana e all'influsso culturale punico.

U.R. 3
Sono state approfondite ed ampliate le ricerche sul tema “Dinamiche culturali ed etniche nella Sicilia orientale dall’età classica all’epoca ellenistica”, ponendo attenzione in particolare alle città di Naxos, Catane, Taormina, Siracusa, Camarina, Akrai, Noto, Megara Iblea .
A questo proposito si sono organizzati Seminari, anche con ospiti esterni:
15/12/2011: “La nuova geografia dell’ostracismo”, con relazioni di F. Cordano, M. C. Lentini, P. Schirripa; 04/05/2012: La presentazione del volume su Camarina di F. Cordano è stata occasione per un interessante dibattito, con la partecipazione di M. Lombardo, P. Pelagatti, E. Lanzillotta, C. Bearzot, T. Alfieri; 20/03/2013: “San Pancrazio e il falcone. Culti antichi e recenti da Taormina a Naxos”, con relazioni di Cordano, Lentini, F. Muscolino, S. Struffolino.
Si è inoltre presentato sul tema dell’Unità di ricerca un Poster al “XIV Congressus Internationalis Epigraphiae Graecae et Latinae”, Berlino, 27-31 Agosto 2012, con contributi di Cordano e di Alfieri.
In linea generale la ricerca sull’area e sul tema prescelti si è sempre attenuta ai criteri enunciati in programma, con soggiorni in biblioteche specializzate, italiane e straniere, con partecipazione a convegni su contenuti affini, con verifiche museali mirate e con inviti a studiosi esterni specialisti dell'argomento, con approfondimenti innovativi rispetto alla bibliografia precedente.
I risultati conseguiti sono stati infine presentati in occasione del Convegno conclusivo, sul tema “Dinamiche culturali ed etniche nella Sicilia orientale”, che si è tenuto a Milano nei giorni 19-20 settembre 2013 ed al quale si è ritenuto opportuno invitare anche alcuni studiosi e archeologi esperti dei luoghi in questione, con relazioni di L. Moscati, M. P. Castiglioni, C. Ciurcina, Pelagatti, A. Brugnone, L. Porciani, Alfieri, A. M. Manenti, Cordano, A. Inglese, Struffolino, Schirripa, R. Salibra, G. Distefano, F. Copani.
Erano assenti per motivi di salute H. Treziny e M. Lombardo.
I contributi sono stati oggetto di ampio e articolato dibattito, qualificandosi come la piena realizzazione delle finalità che ci si erano proposte ed il risultato della collaborazione fra studiosi di varie competenze, e saranno al più presto pubblicati negli Atti del Convegno.

U.R. 4
Il progetto di ricerca relativo alle fasi più antiche ha preso in considerazione il periodo immediatamente precedente la colonizzazione e immediatamente successivo nella Calabria settentrionale, con particolare riferimento alla sibaritide. Specifica attenzione e ulteriori approfondimenti sono stati svolti nell’ambito delle necropoli di Macchiabate e di Amendolara. La documentazione elaborata dimostra inequivocabilmente che l’idea di una conquista militare dei coloni greci, attuata negli anni immediatamente successivi alla fondazione di Sibari, e di un modello coloniale acheo statico ed univoco, non siano corrispondenti alla realtà archeologica esistente e soprattutto alla complessità storica. Molto più veritiero e supportato da maggiori argomenti appare il modello di cooperazione e integrazione con il mondo indigeno (non escludendo in alcuni casi anche lo scontro militare). Una tradizione di studi ellenocentrica ha totalmente annullato il contributo indigeno anche nell’ambito della formazione urbana del centro di Sibari. Studi specifici sono stati condotti sui modelli di insediamento in Achaia e i modelli di insediamento enotri al fine di evidenziare i caratteri peculiari del sito di Sibari. La posizione topografica e il modello di insediamento della colonia contrasta sì con i modelli enotri ma anche con quelli achei delineando così una originalità che difficilmente si può leggere se non come il frutto di un esperimento tra genti indigene e greche.
Il progetto ha focalizzato inoltre la sua attenzione su alcuni "contesti-chiave" significativi per la fondazione e lo sviluppo di Medma, riesaminando i materiali del deposito votivo di Calderazzo e altri rinvenimenti pertinenti al medesimo santuario. Inoltre si è provveduto ad un completo aggiornamento della carta archeologica e del corpus della coroplastica votiva medmea, in relazione anche alle numerose terrecotte dell'ex Museo civico di Reggio Calabria . Due studi specifici sono stati dedicati ad un'ampia porzione della necropoli di Medma e alle mura di Hipponion con il riesame completo delle loro fasi edilizie.



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