un’iscrizione del V sec.a.C.

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ATTIVITA' DI RICERCA - Archeologia e Topografia

<p>Il Prof. Carmine Ampolo, la restauratrice del Museo di Monasterace Villalba Mazza' e la Prof.ssa M. Cecilia Parra al lavoro sulla tavoletta.</p>

Le campagne di scavo del Laboratorio di Scienze dell’Antichità della Scuola Normale, in collaborazione con l’Università di Pisa e le istituzioni competenti (Parco Archeologico di Segesta, Soprintendenza di Trapani e di Reggio Calabria) hanno continuato a produrre notevoli risultati scientifici per la conoscenza integrale dell’agorà di Segesta e del Santuario di Punta Stilo.

Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni è senz’altro quella di una tabella di bronzo, di cm 25 X 12,5, rinvenuta durante gli scavi nel sito di Kaulonia, odierna Monasterace Marina (RC). Pur ridotta in minuti frammenti molto corrosi, dopo il restauro eseguito presso il locale Museo di Monasterace e l’applicazione di avanzate tecniche d’indagine presso la Scuola Normale, ha rivelato tra agosto e settembre di quest’anno un testo greco del V sec. a.C., su 18 linee, in alfabeto acheo, con le lettere ordinate regolarmente secondo il sistema di scrittura detto stoichedòn. Si tratta di una lunga dedica votiva, in gran parte metrica, che menziona tra l’altro l’agorà, una statua e un elenco di divinità di grande interesse.

“E’ un documento unico da molti punti di vista, oltre ad essere il testo più lungo in alfabeto acheo dalla Magna Grecia – afferma il prof. Carmine Ampolo, direttore del Laboratorio di Scienze dell’Antichità -. Ne sto preparando l’edizione, in collaborazione con un perfezionando della Scuola Normale, accompagnandola con altre iniziative scientifiche”.

A questo risultato si aggiungono quelli già ottenuti anche grazie alla sinergia all’interno della Scuola tra i vari settori di ricerca e con la cattedra di Archeologia della Magna Grecia dell’Università di Pisa. In particolare l’uso di foto da drone e l’applicazione di tecnologie avanzate, anche in collaborazione con il DREAMSLAB della Scuola Normale, ha permesso di adattare modelli 3D, nati per la ricostruzione e la modellazione fotogrammetrica di materiali archeologici e di complessi monumentali, a strumenti di ultima generazione, il più importante dei quali è il CAVE 3D, un ambiente virtuale immersivo e interattivo, in cui l’utente può muoversi liberamente. L’agorà di Segesta si può ‘visitare’ presso il DREAMSLAB.



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