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Laboratorio di Scienze dell'Antichità

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Pisa (Piazza S. Silvestro)

Località

Pisa (Piazza S. Silvestro)

Inizio delle ricerche

2002

Direzione Scientifica

Dott.ssa Emanuela Paribeni (Soprintendenza Archeologica della Toscana)

Presupposti e obiettivi

Un altro scavo urbano, preliminare a lavori di restauro e messa a norma di edifici storici, è stato condotto dal Laboratorio nel 2002-2003 a Pisa, nell’area dell’ex convento di San Silvestro, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni Archeologici della Toscana. La Scuola Normale avviato nel 2002 i lavori per adattare a sede di Laboratori lo stabile dell’ex convento di San Silvestro. È stato necessario predisporre nuove strutture di servizio, in parte interrate, da ricavare in un’area aperta posta ad Est del convento. Si sono quindi dovuti eseguire saggi esplorativi preventivi, che la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ha affidato al Laboratorio. L’area interessata dalle indagini era quella retrostante l’ex-convento adiacente alla chiesa di San Silvestro (anno di fondazione: 1118), delimitata dal muro di cinta che corre parallelo e a breve distanza dalle mura medievali della città e indicata anche nella cartografia di fine Seicento/Settecento e Ottocento come una zona esterna, marginale all’edificio o, esplicitamente, come giardino del convento, concordemente con quanto si sostiene già per il Medioevo, in relazione all’impianto della cinta muraria della città. L’indagine geofisica, effettuata preventivamente con metodo elettromagnetico e georadar dalla ditta Resources Management Company (RMC) di Pisa, ha fornito suggerimenti sulla localizzazione e il numero dei saggi esplorativi da effettuare, con lo scopo di raggiungere quote inferiori ai livelli di fondazione delle nuove strutture. 

Brevi dati sul sito

Il primo saggio è stato praticato a ridosso del muro di cinta Est, lungo l’asse dove la nuova ristrutturazione prevedeva l'impianto di locali tecnologici fondati ad una profondità di 80 cm. Qui le indagini geofisiche segnalavano rilevanti anomalie e la carta storica più recente, di età napoleonica, indicava la presenza di una struttura a pianta rettangolare, con pilastri angolari, appoggiata obliquamente al muro conventuale sul lato Est ed allineata con il lungo corridoio che attraversa l’intera struttura conventuale con direzione Est-Ovest. Il secondo saggio è stato impostato ad Ovest del primo, in modo da comprendere parte di due zone indicate dalla RMC come aree di rilevante interesse per le anomalie segnalate dalle prospezioni geofisiche, proprio nel punto in cui il progetto della SNS prevedeva l’impianto di un cunicolo tecnologico con scavo di fondazione alla profondità di 3 m ca. Il saggio 1 – dove le indagini hanno raggiunto una profondità variabile da m 2,15 (a NordEst) a m 1,60 (a Sud-Est) – si è rivelato più ricco di rinvenimenti, con strutture databili tra Settecento e Ottocento, tra cui una di impianto simile a quella rivelata dalle indagini e indicata anche in una delle carte storiche. Nel saggio 2, invece, le indagini hanno raggiunto i m 3,20 ca., rivelando un’assenza pressoché totale di resti di murature – eccezione fatta per un lembo di lastricato rinvenuto poco al di sotto del piano di campagna e riferibile senz’altro alle ultime fasi di vita nell’area. Entrambi i sondaggi hanno restituito ceramiche databili dal XV-XVI al XIX secolo, con totale assenza di materiali precedenti. 

Contributi e finanziamenti

Soprintendenza Archeologica della Toscana

Scuola Normale Superiore



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